Basta! Io mollo! Quante volte lo hai detto anche tu?
Anche quest’anno ho dato! Anche quest’anno sono arrivata a dire “Basta! Io mollo!” Sono anni che periodicamente divento quasi “allergica” ai dottori.
Capita anche a te?
Quando passi molto tempo tra visite, esami e cure…
Quando fare la spesa vuole dire andare in farmacia…
Questo pensiero (Basta, Io mollo) ti passa nella mente!
Eppure in quest’ultimo anno il mio approccio è cambiato: oggi so (è un processo che richiede tempo) che il mio corpo è un tempio, il mio tempio! E, progressivamente, incarno sempre più questa consapevolezza.
E lo stato di salute del mio corpo rispecchia lo stato di salute della mia mente.
La prima volta in cui ho preso davvero consapevolezza che il mio corpo tratteneva emozioni e raccontava i traumi della mia vita è stato nel maggio del 2015. Il mio osteopata (”santone” come lo chiamava mia mamma all’epoca) mi ha detto “Finché non digerisci la rabbia che provi per la perdita di tua nonna non potrai mai guarire”.
Questa frase ha messo in moto, anzi ha accelerato un processo di riscoperta e ricerca di me stessa senza precedenti.
Il mio animo è sempre stato inquieto, sin da bambina. E questo mi ha sempre fatto sentire diversa, un po’ come un’eroina romantica (stile Elizabeth di Jane Austen o Fantaghirò).
Nel mio intimo, ho sempre saputo che l’ammalarmi periodicamente era il modo in cui il mio corpo mi diceva “fermati ed elabora”.
Il mio rapporto con le mie emozioni è sempre stato piuttosto complesso. Come dice mia sorella “Robi, tu senti e vivi tutto troppo”.
Per gestirle ho sperimentato diversi approcci, più o meno sani: sono passata dagli psicofarmaci (presi in dosi eccessive) all’alcool, dall’ironia esagerata alla totale negazione. Ho seguito corsi, letto libri, sono andata dallo psicologo e dallo psichiatra.
Il risultato… ho continuato a sentire e vivere tutto troppo.
Poi ho incontrato lo Human Design.
Penso sia stata la mia prima lettura (per info sull’argomento chiedete a Danilo) a farmi capire davvero il perché di questo mio sentire e vivere le emozioni in modo così forte.
Senza entrare nel dettaglio, a quanto pare ho il centro del plesso solare aperto e questo comporta l’essere ricevente, canale ed amplificatore delle emozioni delle persone che mi circondano.
Torniamo a noi…
Questo è uno degli aspetti che mi ha liberato. Prendendo consapevolezza di questa caratteristica , mi sono data il permesso di lavorare ed imparare a mettere dei sani confini al mio sentire.
Alzando il mio livello di consapevolezza, il mio vivere si è trasformato: quelle stesse emozioni, quel sentire in maniera così forte che prima diventava la mia prigione, oggi è forza creatrice.
Quello che sento lo porto nei miei lavori, tele o collage. Lo scrivo in poesia o nel mio diario (oggi lo chiamano journal). Lo canalizzo per supportare le persone nel loro viaggio.
E a livello medico?
Nel tempo il mio percorso è passato da medicina tradizionale con visione sconnessa tra mente, corpo ed anima ad un approccio sempre più olistico, convinta che uno completi e sostenga l’altro.
Le mie cure sono in continua evoluzione esattamente come me perché oggi il mio corpo è mappa del mio sentire, percepire e vivere il mondo. E questo sentire, percepire e vivere il mondo cambiano in continuazione.
Prima di salutarti ti suggerisco un libro interessante da cui prendere spunto per dare una nuova lettura a sintomi e patologie “Metamedicina 2.0 Ogni sintomo è un messaggio”
Ognuna di noi dovrebbe essere libera di esplorare e di scegliere in modo consapevole quali sono le cure e gli approcci che meglio si adattano al momento e alla situazione.
Il corpo è una mappa. E come dice Jung “La psiche dipende dal corpo e il corpo dipende dalla psiche.”
Tu sei un’anima in viaggio. E in questo viaggio il tuo sentire, percepire e vivere il mondo cambia in continuazione. Tu cambi in continuazione.
Ascolta il tuo corpo. E avrai accesso alla tua mappa.
Luce e Amore,
Roberta
Bentrovata!
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